Domenica 25 Gennaio è stato finalmente riaperto lo stadio 'Mario Colavolpe'' del Terracina Calcio, l'impianto rimasto chiuso dallo scorso Marzo 2014, su disposizione del Prefetto di Latina perché nella struttura non vi erano “distinti percorsi di esodo per ciascuna tifoseria” nonché per “gravi comportamenti, pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenuti dalla tifoseria locale in occasione dell’incontro di calcio tra Terracina 1925 e Sora, disputatosi il 23 febbraio 2014″, ha così di nuovo accolto il pubblico di casa per il derby con il Fondi.

Tra i principali gruppi promotori della campagna di sensibilizzazione sulla riapertura dello stadio la neonata associazione ditifosi MiaTerracina Supporters Trust, collettivo di supporters del Terracina Calcio che punta ad un maggiore coinvolgimento dei tifosi e della comunità locale nelle sorti del club, a cui abbiamo fatto alcune domande sull'importante passo e sul percorso intrapreso di riavvicinamento dei tifosi(qui dettagli sulla presentazione).

Finalmente è stato riaperto lo stadio Mario Colavolpe ed i tifosi del Terracina possono tornare a riempirlo, un primo commento sull'importante decisione dell'amministrazione comunale da parte dell'associazione di tifosi MiaTerracina Supporters Trust

''Da poco meno di un anno i tifosi del Terracina Calcio sono stati spodestati delle loro gradinate per comportamento antisportivo. Da qui la necessità da parte dell'amministrazione comunale ad adempiere certi obblighi infrastrutturali che hanno richiesto approvazioni e tempistiche non sempre puntuali.  Sicuramente le responsabilità dei continui rinvii alla riapertura non è tutta da imputare all'amministrazione locale che, anzi, negli ultimi due mesi si è prodigata per la causa tentando un'accelerazione delle pratiche burocratiche.

Così alla riapertura dello stadio, i tifosi tutti hanno risposto positivamente. Al di là del risultato del campo, quello che abbiamo visto è stato lo spettacolo dei bambini della scuola calcio scendere in campo con la squadra accompagnati dalla nostra mascotte; l'entusiasmo della Curva Mare tornata “all'avamposto”; la collaborazione pratica tra la nostra associazione e la società nell'organizzazione della prima gara a porte aperte della stagione.''


Che ruolo ha avuto Mia Terracina nella riapertura?

''L'associazione MiaTerracina insieme alle tifoserie organizzate ha fatto fronte comune in questa campagna. Una sorta di “gruppo di pressione”: siamo stati sempre in contatto con i poteri pubblici locali per seguirne gli sviluppi. Tra novembre e dicembre dello scorso anno, l'associazione ha pensato poi di lanciare una campagna social #riapritelostadio e il riscontro è stato davvero sorprendente. Si sono prestati alla causa tifosi o semplici cittadini di ogni età, in Italia e all'estero. Sicuramente non è stata questa iniziativa l'ago della bilancia ma da questa prima idea mediatica abbiamo capito il senso di fare squadra anche su una piattaforma online.''


La vostra associazione è nata da poco, cosa ha ispirato questa iniziativa?

''Essenzialmente è stato il desiderio, non solo utopistico, di tornare a vedere uno sport “di pancia”, di passione e fame agonistica sul campo e sugli spalti.
 
Dopo due campionati ad alti livelli (il passaggio dall'eccellenza alla serie D nel  2012/2013 e il secondo posto nel proprio girone di serie D  2013/2014), l'attuale campionato ha visto uno stravolgimento a tutti i livelli: le conseguenze economiche e sociali derivanti da uno stadio chiuso hanno molto spesso posto a confronto il club, alle volte, con le tifoserie organizzate; altre, con i poteri pubblici; altre ancora con un'intera città.

MiaTerracina nasce per far riscoprire il senso di appartenere ad una comunità attraverso lo sport che ha fatto gli italiani, attraverso la storia di una maglia e i suoi colori: quelli del Terracina Calcio 1925 attorno ai quali sviluppare socializzazione, responsabilizzazione e trasparenza. Ci piace pensare di essere, come scrive Calvino ne Il barone rampante, una di “[quel]le associazioni [che] rendono l'uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s'ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c'è onesta e brava e capace per cui vale la pena volere cose buone (mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l'altra faccia della gente, quella per cui bisogna sempre tenere la mano alla guardia della spada)".''


Come è stata la riposta del pubblico alla vostra intenzione di riavvicinarlo alla società?

''Diciamo controversa. Nel senso che è stato arduo, e lo è tutt'ora, far capire il senso dell'azionariato popolare in una realtà come quella italiana dove il calcio non è più della gente. Bisogna sovvertire questa falsa credenza.

Molti la percepiscono come una “colletta per salvare la società”; altri credono che si sta perdendo tempo essendoci problemi nella realtà cittadina molto più contingenti “che correre dietro a un pallone”; altri ancora sono in attesa, come in un limbo, a guardare i risultati concreti e se del caso scegliere di diventare socio o contribuire in modo diverso.

Infine ci sono coloro i quali hanno scelto di farne parte perché, come i primi undici folli, credono che il tifoso non è il problema ma la soluzione per vivere un calcio sostenibile e partecipativo attraverso la continua ricerca di cooperazione e dialogo tra tutte le componenti del gioco.''


Quali sono i prossimi programmi futuri e sotto quale aspetto può ancora crescere il coinvolgimento?

''Per il prossimo futuro, l'associazione è nella fase di confronto con l'attuale società per una collaborazione costruttiva circa l'organizzazione di alcune attività ed iniziative. Sin da subito, il club ha richiesto la collaborazione dell'associazione per la pianificazione logistica nella gara d'esordio a porte aperte dello scorso 25 gennaio. E noi ci siamo fatti trovare pronti con i diversi ruoli assegnatici.

Sicuramente MiaTerracina è all'esordio e ha molto da imparare da chi ci ha preceduto. Vorremmo estendere la nostra operatività alle attività commerciali proponendo un partenariato da cui possano beneficiarne tanto i soci di MiaTerracina che le stesse attività, le quali avrebbero una clientela diversificata; sviluppare un programma divulgativo nelle scuole; organizzare eventi vari e tornei cercando di coinvolgere più fasce di età. Anche il fatto di collaborare con altre associazioni locali e/o professionisti rappresenta una fonte per estendere il nostro range di appassionati e sostenitori.

Ci aspettiamo molto dai nostri soci, che siano sempre propositivi e motivati ma soprattutto partecipativi.''


Ci sono realtà affermate italiane o europee che guardate con maggiore interesse, o che vi hanno ispirato maggiormente?

''All'esordio, per stilare il nostro piano programmatico ci siamo ispirati al St.Pauli fc .. abbiamo visto e rivisto il docu-film consultabile online su questo club.. un vero e proprio azionariato popolare diffuso.. un'idea che ancora noi non abbiamo sviluppato nella stessa direzione ma da cui abbiamo ripreso tutto il contorno: essenzialmente, tutte quelle attività che promuovono socializzazione e integrazione tra tutti i soci  e tra questi e il club per proporre il punto di vista e la soluzione del tifoso nelle questioni di governance, una distinzione precisa dei ruoli di ciascun socio all'interno della propria società. Si perché il calcio deve essere percepito come un bene comune che va vissuto quotidianamente. E considerata la situazione generale del nostro paese, non sorprende che il modello tedesco ne esce vincente tanto nella UE quanto nel mondo pallonaro UEFA e FIFA.''

Si ringrazia MiaTerracina - Supporters Trust

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